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MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Coordinamento delle attività di comunicazione
Pubblicazione della Presidenza del consiglio dei Ministri

           Riforma della scuola, ci prova anche Profumo 

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del Governo Monti, Francesco Profumo, ha preparato la bozza per la Riforma della scuola che dopo tre revisioni ministeriali è cresciuta da 15 a 25 articoli. Il testo sarà discusso mercoledì prossimo in Consiglio dei ministri per le ultime correzioni, ma come è successo in tutti questi ultimi decenni montano le polemiche. Critiche aspre e abbastanza dure che provengono dal centrosinistra e dal centrodestra, come anche dalla Cgil e Confindustria. Polemiche infinite che hanno puntualmente accompagnato tutte le ultime riforme: dalla Moratti alla Gelmini, passando anche per Fioroni. Riforme di diverso colore politico e con contenuti totalmente differenti, ma sempre ostaggio di attacchi e critiche politiche.

Il ministro Profumo ha spiegato che questa riforma ce la chiede l’Europa della cultura e del lavoro come anche i mercati sempre più internazionali e anglofili. Una riforma che punta principalmente sul merito per rendere i giovani italiani più competitivi sul mercato globale, anche se resta il nodo della copertura finanziaria. Il titolare dell’Istruzione vorrebbe puntare sulla strada del decreto per evitare lo stallo e i conseguenti rischi parlamentari. Il presidente della Conferenza dei Rettori, Marco Mancini, ha elogiato la bozza di riforma Profumo poiché qualunque provvedimento che incentivi il merito va accolto come qualcosa di positivo, ma ha bocciato la norma anti-assenteismo e ha evidenziato la priorità dei concorsi perché i professori universitari italiani sono troppo vecchi. Ma in cosa consiste questa Riforma? Quali sono i punti salienti? E quali le critiche mosse dagli schieramenti politici?
Scuole superiori

Ogni istituto superiore sceglierà lo studente dell’anno tra coloro che avranno i voti più alti alla maturità, partendo da 100 e tenendo conto della media degli ultimi tre anni, dell’impegno sociale e del reddito familiare. Lo studente dell’anno avrà una riduzione almeno del 30% delle tasse per l’iscrizione al primo anno di università e una borsa di studio aggiuntiva, oltre ad avere sconti per musei e trasporti. I migliori studenti parteciperanno alla fase nazionale delle Olimpiadi per materie scolastiche e poi saranno iscritti senza nessun costo a “master class” estivi nella disciplina affrontata.
Università

Norma anti-fannulloni contro i professori universitari assenteisti. I professori ordinari dovranno garantire 100 ore di didattica frontale ogni stagione, 80 ore per quelli associati. Premi per ricercatori e docenti universitari. Per gli studenti migliori (votazione media non inferiore a 28/30 e raggiungimento dei crediti formativi previsti) potranno sostenere l’esame di laurea con un anno di anticipo. Stesso discorso per gli studenti dei corsi di dottorato di ricerca, previo giudizio del collegio dei docenti. Inoltre per gli studenti sarà possibile iscriversi in due università di pari livello.
Lavoro

I nominativi dei laureati più bravi (il 5%) saranno pubblicati sul sito del ministero dell’Istruzione e avranno una corsia privilegiata verso il lavoro per via degli incentivi fiscali per quegli imprenditori che assumeranno a tempo indeterminato (meno tasse sul reddito fino al 30%). Tutte le capacità, conoscenze e competenze dei migliori laureati potranno essere consultabili dalle aziende.
Incentivi

Incentivi per attrarre docenti dall’estero e per spingere pubblicazioni in inglese con un fine ben preciso: l’internazionalizzazione degli atenei. A ciò si aggiunge anche la riforma dei convitti nazionali e degli educandati statali.
Iscrizioni

Permane il numero chiuso per medicina e architettura. Test diagnostico per le matricole di tutte le facoltà per contrastare il fenomeno dell’abbandono universitario dopo il primo anno. Per quanto riguarda gli ambiti concorsi, permane l’abilitazione nazionale al titolo di professore ordinario, associato o ricercatore. La commissione sarà composta principalmente da membri esterni. Inoltre l’Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca stabilirà se i docenti prescelti avranno le competenze e caratteristiche richieste, in caso contrario le università perderanno quote di finanziamenti ordinari.
Arti

Merito e premi saranno due pilastri fondamentali anche per gli studenti delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica. Con questa riforma Profumo vedrà la luce il Premio nazionale delle arti e per i migliori studenti di ciascuna sezione artistica ci sarà una riduzione pari al 30% delle tasse per l’iscrizione all’anno successivo o all’anno in corso se è l’ultima stagione.
Le reazioni politiche
Il capogruppo del Popolo della Libertà al Senato, Maurizio Gasparri, ha criticato questa bozza di riforma poiché vi sono propositi di vergognose “norme pro-baroni”. La responsabile scuola del Partito Democratico, Francesca Puglisi, ha spiegato che vi sono delle priorità da rispettare: scuola dell’infanzia, tempo pieno e lotta alla dispersione scolastica. Ha asserito che il decreto che il ministro Profumo vuole imporre per “coltivare” le eccellenze non tiene conto delle vere richieste dell’Europa e neanche della necessità di nuovi insegnanti per le scuole medie nelle materie tecnico-scientifiche e matematiche. L’ex ministro dell’Istruzione del Governo Prodi, Giuseppe Fioroni, ha specificato che la strada di Profumo è sbagliata e diversa dalla scuola della Costituzione. «L’Europa ci chiede un sistema di valutazione serio – ha detto Fioroni -, provvedimenti urgenti per il recupero di chi resta indietro e strumenti e risorse per migliorare le scuole che hanno bisogno. L’Ocse ci chiede di investire sull’aggiornamento e la riqualificazione professionale dei docenti per consentire tutto questo. Di fronte a queste priorità è paradossale che il ministro Profumo non avverta la necessità di interventi urgenti – ha aggiunto – e di reperire risorse adeguate per consentire tutto questo e renderci competitivi in Europa». Fioroni ha specificato che l’emergenza rispetto all’Europa non è la certificazione del merito, ma la grande dispersione scolastica e la necessità di migliorare le competenze degli studenti che sono sotto la media Ocse.